Due diverse aziende, una Svedese e una Belga, hanno negli ultimi mesi proposto ai propri lavoratori di farsi inserire sotto pelle un tag RFID con l’obiettivo di sostituire il classico badge.
Come viene utilizzata questa tecnologia? Il funzionamento è molto semplice: è sufficiente passare il tag, cioè la parte del corpo dove si trova il chip (ad esempio la mano), vicino al reader che leggerà le informazioni presenti nel tag e quindi riconoscerà il lavoratore.
La tecnologia permette anche di abilitare il funzionamento di impianti, macchine e attrezzature solo a coloro che hanno la qualifica per poterci lavorare/poterli usare; oppure potrebbero essere sfruttati per limitare l’accesso a determinate aree dell’azienda ai “non addetti ai lavori”.
Quali le implicazioni per la salute e la sicurezza dei lavoratori? Il sistema attuato dalle due aziende non presenta rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, al contrario potrebbe aumentare la sicurezza in azienda inibendo a coloro che non sono abilitati e adeguatamente formati di compiere certe azioni e lavorazioni.
Esistono delle problematiche evidenti? I più grandi dubbi rimangono sulla possibilità di controllo del lavoratore e sulla sua privacy: sarà fondamentale garantire la privacy utilizzando sistemi di anonimizzazione, protezione dell’accesso, cifratura, etc.

